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A.Mo. Associazione Amici del Mozambico - onlus |
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Associazione Amici del Mozambico A.MO. "Amici del Mozambico" è una libera associazione culturale e di volontariato per la cooperazione fra i popoli e in particolare con quello mozambicano. Essa sostiene l'opera di ricostruzione e di riconciliazione condotta nella provincia di Sofala dai Padri Comboniani sulla base del progetto ES.MA.BA.MA, coordinato da P. Ottorino Poletto, missionario originario di Bosco di Rubano, per otto anni in Ecuador e dal 1991 in Mozambico. Tabonga! Vuol dire Grazie! |
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News dal Mozambico
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Es Estaquinha Machanga Ma Ba Barada Mangunde Ma |
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05 maggio 2011
I progressi delle missioni negli ultimi 3 anni
Sebbene
Padre Ottorino sia arrivato in Mozambico ormai vent’anni fa, e le
attività di Esmabama siano iniziate circ Nella gestione di Esmabama dal punto di vista dell’ufficio centrale, si è formalizzato un sistema di contabilità più efficiente, che permette maggiore trasparenza e rapidità d’informazione riguardo i costi dei differenti settori e missioni. Per la prima volta nella storia di Esmabama è stata contrattata una progettista mozambicana, che gestisce i finanziamenti di diversi donatori, e che garantisce la continuità e mozambicanità del dipartimento. Inoltre, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia delle attività agricole, all’ingegnere agronomo responsabile del settore è stato affiancato un economista che analizza i costi affrontati per ottenere la produzione di cereali, legumi, ortaggi e carne. Inoltre, per la prima volta, è possibile sapere con esattezza quanto della produzione è stato consumato dagli studenti convittori e quanto è stato venduto. Nella gestione di Esmabama dal punto di vista della Missione, nel suo complesso, è stato creato il consiglio di amministrazione (dove il personale chiave dei diversi settori discute e coordina le attività e spese previste), nel caso di Mangunde e Barada, le Missioni più complesse, è stata introdotta la figura del vice-gestore (che affianca il gestore nelle sue attività -24/24h, 7/7). Il personale dell’ufficio ha aumentato notevolmente le uscite nelle Missioni e accompagna, forma, collabora con gli amministrativi per migliorare la trasparenza e correttezza delle informazioni contabili e gestionali. I gestori raccolgono e analizzano costantemente i consumi e le necessità di ciascun settore della missione e iniziano a fare previsioni di consumo e necessità. Il settore della salute curativa non si è sviluppato particolarmente. Il numero di personale sanitario è leggermente aumentato, mentre il numero di attivisti che fanno lavoro di sensibilizzazione e prevenzione nelle comunità e nei convitti è aumentato esponenzialmente (passando da 15 nel 2008 a 72 nel 2011). È inoltre aumentata la collaborazione sia con Sant’Egidio (che accompagna l’attività di trattamento e cura dell’HIV-AIDS a Mangunde), che con il Ministero della Salute (che contribuisce a al 27% delle spese totali attraverso la contrattazione di personale e la fornitura di medicinali). Un altro contributo importante a questo settore viene dal PMA (Programma Mondiale per l’Alimentazione), che fornisce alimenti per persone malnutrite, contribuendo così al 22% delle spese totali del settore.
Il
settore dell’Educazione è stato completato.
Ovvero è stato introdotto l’ultimo ciclo scolastico
pre-universitario an Il settore agricolo e zootecnico è sicuramente quello che è cresciuto maggiormente. Si è investito acquisendo nuove terre, disboscandole e aumentando le superfici coltivate. Sono stati comprati nuovi trattori che permettono di preparare le terre più velocemente e non farsi accogliere impreparati dalle piogge. Sono stati costruiti dei sistemi ombreggianti che, associati a impianti d’irrigazione, permettono di coltivare ortaggi anche durante i mesi più caldi e secchi. Nel 2010, per la prima volta, è stata rispettata la previsione di numero di capi macellati; questo significa che il numero totale di bovini, caprini e suini è aumentato, ma è anche servito per migliorare l’alimentazione dei bambini convittori. L’obiettivo è triplicare il numero di bovino durante i prossimi 5 anni.
Finanziariamente bisogna
sottolineare che nell’ultimo anno e mezzo i finanziamenti
provenienti da donatori individuali sono drasticamente diminuiti,
probabilmente a causa della cosiddetta crisi e di guerre e
catastrofi naturali che hanno colpito l’attenzione d La situazione di vita dei mozambicani che vivono nelle Missioni e a Beira è completamente differente. Beira è una città con mezzo milione di abitanti, un cinema e due librerie. La maggior parte degli abitanti non ha acqua corrente in casa né latrine collegate al sistema fognario, e, credo, meno del 70% ha elettricità. Data la mole di lavoro necessaria a coordinare le attività nelle quattro Missioni, la maggior parte del personale della sede centrale di Esmabama è laureato in Economia o Gestione. Coloro che non hanno un titolo di studio universitario vantano svariati anni di esperienza nel settore finanziario o logistico. È chiaro che, persone con queste referenze, non hanno grandi difficoltà a trovare lavoro, ma tutti accettano le condizioni remunerative relativamente basse di Esmabama perché sono coscienti che stanno dando il loro contributo per migliorare le condizioni di vita dei loro fratelli mozambicani. Il personale che presta servizio nelle Missioni proviene da un contesto completamente differente. La maggior parte è nata e cresciuta nei Distretti di Búzi, Chibabava o Machanga, ha frequentato le scuole gestite da Esmabama e adesso ha la possibilità di contribuire alla formazione del proprio popolo. I responsabili dei convitti, i gestori, gli amministrativi, i cuochi e i serventi, provengono da famiglie estremamente povere e, se non fosse stato per le scuole di Esmabama prima, e per Esmabama stessa poi, adesso starebbero lottando contro le piene e le siccità, pregando di avere un raccolto sufficiente che permetta loro di mangiare almeno una volta al giorno. Invece, adesso, possono contare con uno stipendio fisso, con la malattia, le ferie e la maternità pagate. Alcuni di loro sono riusciti a sostituire le proprie case di paglia e fango con case di mattoni e cemento, e praticamente tutti hanno sostituito i tetti di paglia con ondulati.
20 settembre 2010
Internet Il 13 Settembre ho avuto l’opportunità di andare nelle Missioni di Barada, Estaquinha e Machanga. L’obiettivo del viaggio era decidere dove collocare le antenne paraboliche per internet. Ebbene sì, Esmabama ha deciso di fare il grande passo e porre internet a Barada, Estaquinha e Machanga. Avere accesso alla maggior banca dati esistente al mondo sarà estremamente utile per tutte le attività educative: i professori potranno aggiornare le proprie conoscenze, gli alunni avranno la possibilità di fare ricerche per la scuola, e tutti potranno informarsi su cosa sta avvenendo nel mondo. Il progetto è di, una volta arrivati i tecnici italiani per fissare le paraboliche, organizzare un vero e proprio internet point. Saranno dati corsi gratuiti di informatica e utilizzo dei principali browsers (Explorer, Firefox, Chrome) sia per i professori che per gli studenti. Durante il resto della giornata l’accesso ad Internet sarà possibile dietro un contributo simbolico che finanzierá i costi di manutenzione. Grazie ad internet sarà inoltre possibile migliorare le comunicazioni tra le Missioni e l’ufficio di Beira. Si pensi che la zona di Estaquinha non è coperta dalla rete cellulare. Con Internet Estaquinha potrà mandare E-Mail, chattare o addirittura telefonare (attraverso l’uso di software specifici). Mandare e ricevere relazioni, confermare la ricezioni di materiale, richiedere materiale necessario, e soprattutto aggiornare gli antivirus. Questo e molto altro sarà possibile, una volta che tutte le Missioni avranno internet!
Siccità, alto costo della vita, contestazioni popolari. Che quest’anno ci siano state enormi e gravissime siccità non è una novità. Che centinaia di ettari di campi coltivati in Russia siano andati a fuoco, neppure. Certo, la maggior parte dei mozambicani non ha lavoro, e anche chi lavora non ha uno stipendio fisso. E comunque, lo stipendio minimo ti permette di arrivare al 20 del mese: per i restanti 10 giorni bisogna arrangiarsi. E fin qui nessuna novità. Il problema è che il Governo ha mantenuto i prezzi bassi fino alle elezioni (che ha vinto, chiaramente), e ha così svuotato completamente le casse. Adesso, negli ultimi 3 mesi, il valore del Metical (la moneta Mozambicana) è crollato del 30-50% rispetto al Dollaro Statunitense, l’Euro e il Rand (la moneta Sudafricana), e il prezzo di tutte i prodotti importati é schizzata alle stelle (combustibile, zucchero, riso, farina di mais, ma anche patate, cipolle, oltre a tutti gli oggetti di informatica o meccanica). E due settimane fa il Governo ha decretato l’aumento del prezzo dell’energia elettrica, dell’acqua e del pane (che è calmierato). La risposta popolare non si è fatta attendere, e grazie ad un tam-tam via sms alcune centinaia di persone si sono incontrate tra le vie suburbane di Maputo. Completamente disorganizzati e senza un obiettivo condiviso, la manifestazione è degenerata nel saccheggio di alcuni negozi (principalmente gestiti da stranieri, Angolani, Pakistani, Sudanesi), nella paralisi delle vie di comunicazioni e nell’incendio di copertoni e vetture che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. La polizia, poca, impreparata e senza i mezzi per contenere le masse (lacrimogeni o tenute anti sommossa), si è fatta prendere dal panico e ha sparato uccidendo un totale di 7 persone, tra cui un bambino di 12 anni che stava uscendo di scuola (dati ufficiali). Nei giorni seguenti il governo ha promesso che avrebbe ribassato i prezzi di acqua, luce, pane e combustibile. Ma per non correre rischi ha sospeso il servizio di sms per quattro giorni e vietato qualsiasi manifestazione. Adesso tutto è calmo, la contestazione di piazza è finita. Quello che ancora non è cambiato è che con uno stipendio minimo si possono comprare a mala pena 200Kg di riso (l’equivalente di circa 200€ in Italia), e che il periodo della fame, che coincide con la semina, arriverà solo a Febbraio-Marzo. Speriamo che i manghi maturino in fretta (normalmente tra la metà di Ottobre e i primi di Novembre) e che la popolazione possa approfittare presto di questo frutto zuccherino, per sopravvivere fino al prossimo raccolto.
MILHO MACHANGA – UMIDADE La settimana scorsa siamo stati a Machanga. È sempre bella, pulita, piccolina e ben organizzata. Adesso il Governo ha pure collegato l’elettricità per le case dei professori: ma non per i convitti. Il Gestore ci ha accolto con un sorriso (veramente sorrideva ai 200 Litri di combustibile per il generatore e il trattore, e ai sacchi di carbone), e con una splendida colazione. A Machanga, Esmabama ha deciso di fare un esperimento: comprare mais in quantità durante il periodo del raccolto, quando il prezzo è più basso, e conservarlo per tutto l’anno. A tal fine sono stati comprati 4 container, ed è stata costruita una strutta e un tetto di ondulati che proteggesse i container dai raggi solari diretti e il mais non cuocesse. Adesso stanno arrivando i primi caldi. E, purtroppo, il tetto di ondulati non è sufficiente. Il poco mais conservato con il quale stiamo sperimentando questa struttura si sta scaldando e produce molta umidità. Goccioline d’acqua stanno cadendo dal soffitto del container, ma per fortuna ancora non si è prodotta nessuna muffa e il mais è in buono stato. Ci siamo soffermati con il gestore a pensare possibili soluzioni per combattere gli insetti che mangiano il mais, e contemporaneamente l’effetto serra. Il problema è che per combattere gli insetti c’è bisogno di un ambiente sigillato. Mentre per combattere l’effetto serra c’è bisogno di ventilazione. Per adesso abbiamo collocato della paglia, sopra agli ondulati, affinché i raggi solari non battano direttamente sulla latta e la temperatura del container rimanga più bassa. Vedremo nelle prossime settimane se questo basta, o se ci sarà bisogno di soluzioni più complicate e costose. ACQUA Centri di Salute Estaquinha – Barada Tra venerdì e sabato siamo andati con il Signor Lobo a vedere come sta andando la costruzione del Centro di Salute di Barada e quello di Estaquinha. Ormai ci siamo quasi, manca davvero poco perché finalmente la gente possa avere un posto di qualità, con un minimo di igiene e cura, dove potersi curare, andare a partorire, fare il test dell’HIV… insomma, dove ci si possa prendere cura di sé. Il Signor Lobo è un idraulico, anzi, un factotum con esperienza e conoscenze in saldatura, idraulica, elettricità, e anche un po’ in meccanica generale. Poiché ormai i centri di salute sono a buon punto, è arrivato il momento di pensare a come organizzare la distribuzione dell’acqua. Alcuni fori sono già stati fatti, ma ancora non ci sono le pompe. Bisogna decidere dove collocare pompe manuali per i pazienti, e dove pompe elettriche che riforniscano il sistema degli ospedali e maternità. Bisognerà costruire delle torrette, sui cui collocare dei tank ad almeno 6/7 metri di altezza e di 2.500 litri. Con una pompa elettrica l’acqua dovrebbe salire dal pozzo e garantire che il tank sia sempre pieno. Da qui partirebbe una tubatura principale che rifornirebbe tutte le installazioni sanitarie. A Mangunde è stato fatto l’“errore” di costruire un sistema troppo piccolo, o meglio, giusto giusto per le necessità dell’epoca. Con l’andare del tempo la Missione è cresciuta, e il sistema inizia ad essere sovrautilizzato e troppo piccolo per rispondere alle esigenza. A Estaquinha e Barada dovremmo pensare in grande fin da subito, ma non è detto che la disponibilità economica lo permetta. Purtroppo, spesso, molto spesso, si risparmia oggi, per pagare più salato domani: ma se oggi non ci sono i fondi, non ci sono alternative.
Siccità e Piene
Dopo essersi fatta tanto aspettare, la pioggia ha deciso di fare la sua comparsa. E come si temeva, non si é risparmiata. Ormai da quasi un mese sta piovendo, sia in Mozambico che in Zimbabwe, a monte. E i fiumi maggiori, il Bùzi e il Púnguè, sfociano proprio a Beira. Il quotidiano di oggi titola “interruzione di transito imminente no Púnguè”. Per avere un idea di cosa queste innondazioni stiano significando per Esmabama, basta guardare la cartina.
E si prevede la chiusura temporanea della strada. Il che vuol dire che Beira sará raggiungibile solo via treno, con un aumento notevole del costo dei prodotti nella cittá. Giá adesso, le vetture basse, devono essere caricate sul treno e pagare, per attraversare i 5 km allagati, circa 30€. Oltre a questa via d’accesso per Beria, anche la strada tra Estaquinha e Barada, e tra Tica e Bándua (unica strada alternativa per andare da Beira a Barada), sono chiuse. L’acqua si é portata via pezzi di strada, lasciando buchi profondi fino a un metro, che non permettono di passare. E le barche, che da sempre collegano Beira a Barada via mare, sono sovrautilizare e stanno avendo grossi problemi a trasportare tutte le persone e merci che normalmente si muovono via terra. La situazione inizia ad essere problematica: Beira e Barada rischiano di rimanere isolate dal resto delle Missioni; e Machanga, costruita in una zona relativamente bassa, rischia anch’essa di trasformarsi in un’isola. Soprattutto tra alcuni giorni, quando si prevede l’apertura parziale del bacino idroelettrico di Cahora Bassa. Trasportare merci e autoveicoli via treno, nonostante potrebbe diventare l’unica alternativa possibile, aumenterá notevolmente i costi e i tempi di trasporto (bisognerá pagare il trasporto, oltre a triplicare i tempi di percorrenza). Fortunatamente nelle Missioni vi sono quantitá di generi alimentari che permettono loro di essere autosufficienti per alcuni giorni. Ma se la situazione non dovesse migliorare in una settimana, si prevedono grandi spese per poter garantire l’alimentazione ai 2.500 bambini che vi vivono. Le pioggie eccessive, e le piene, stanno inoltre eliminanando ogni possibilità di recupero delle poche cultura che erano sopravvissute alla siccità. Esmabama aveva già perso circa 63 ettari di cultura (da cui si sperava di raccogliere 106 Tonnellate di Mais, 12 di Riso e 3 di Soia). Ormai anche la seconda campagna dell’anno é a rischio. E si prevedono tempi di Fame fra un paio di mesi, quando le poche scorte che le popolazioni (e le Missioni) erano riuscite a fare, finiranno.
Beira 14 febbraio 2010
Anno di siccità e di fame
Carissimi Amici, sono passati poco piú di 2 mesi dal mio rientro in Mozambico. Conservo il ricordo vivíssimo del mio incontro con Voi nel período che sono rimasto in Italia e in particolare della giornata a Rubano (PD) del 29 novembre us. Desidero ringraziarvi ancora una volta per l’accoglienza calorosa e la solidarietá davvero grande a sostegno del nostro lavoro in Mozambico. Al contrario di quanto succede da Voi, il clima, da circa 2 mesi, continua a essere caldissimo, arrivando spesso a punte di 43/45 gradi. Ma quello che ci preoccupa di piú è l’assenza quasi completa di piogge, nel periodo in cui dovrebbero essere abbondanti. Ci troviamo nella peggiore siccitá rispetto a quella gravíssima del 1992 che causó circa 80.000 vittime della fame o di malattie collegate. E io ne sono stato testimone. I raccolti che erano previsti fra 2 mesi sono andati quasi completamente perduti. E questo vale per molte Provincie del Paese e anche per noi delle Missioni. È una sofferenza enorme viaggiare e osservare migliaia e migliaia di ettari di granoturco e riso, seminati con cura in dicembre e germogliati normalmente, completamente bruciati dal sole rovente. Ma quello che preoccupa ancora di piú è che in questa situazione non è possibile ripetere la semina in quanto i terreni sono assolutamente privi di umiditá. Se fino a marzo non pioverá sará davvero una catastrofe. Sará un anno duro di fame dalle conseguenze imprevedibili. Nel frattempo il 18 gennaio è iniziato il nuovo anno scolastico. Gli alunni sono circa 7.500, di cui 2.500 interni, che significa un po’ di piú rispetto allo scorso anno. Abbiamo accolto fino al massimo delle nostre capacitá. Cio nonostante abbiamo dovuto dire di no, con un nodo in gola, a decine di altre richieste di persone che venivano anche da altre province nella speranza di poter iscrivere i loro figli. Son dovuti tornati indietro amareggiati o addiritura piangendo. Per quanto riguarda gli insegnanti quasi la totalitá sono ormai pagati dallo Stato. Cio significa che ormai le nostre Scuole sono perfettamente sostenibili anche nel futuro. Si tratta di un elemento assai positivo e incoraggiante. Quello che invece ci preoccupa è come riuscire, in questa situazione di grande siccitá, ad assicurare il cibo per tutto l’anno ai 2.500 alunni dei convitti. Le nostre scorte arriveranno al massimo fino a fine marzo. E poi cosa faremo? Non lo so! Le riserve di viveri anche tra la popolazione si stanno esaurendo. I prezzi nel giro di una settimana sono cresciuti del 100%. I sistemi di irrigazioni a nostra disposizione sono ancora piccoli e riescono soltanto (e non è poco!) ad assicurarci la produzione di ortaggi che servono da “contorno” al cibo di base costituito da polenta o riso. Qualcuno potrebbe dire. Come mai avete accolto i ragazzi se non siete sicuri di poter dar loro da mangiare? Non potevamo assumerci questa responsabilitá! Sarebbe stata motivo di disperazione generale! Per il resto tutto continua abbastanza bene. Le 4 Missioni sono ormai quasi interamente gestite da personale locale preparato. L’ufficio centrale di Beira si presenta sempre piú efficiente nel rispondere alle necessitá delle Missioni. Molti altri progetti di completamento delle strutture sanitarie e scolastiche vanno avanti secondo i programmi prestabiliti. Ci resta peró da affrontare l’emergenza “siccitá” e sicuramente fra due mesi, il problema “fame”. Sentiamoci uniti in questa sfida. Per esserci vicini ripropongo ancora una volta il “sostegno annuale di 100 euro per alunno”. Ci servirá soprattutto per acquistare granoturco, riso, zucchero, olio, pesce…! Per il resto ci affidiamo alla Provvidenza! Vinceremo anche questa prova! Padre Ottorino Poletto
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