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- Associazione di volontariato per lo sviluppo e l'autosostentamento del popolo Mozambicano -


- Il Mozambico in pillole -

 

mappa

Superficie: 812.593 Km²

Abitanti: 19.420.000 (in Sofala 1.637.821)

Speranza di vita: 42 anni

Mortalià infantile: 135/1000

Tasso di povertà: 54%


Forma di governo:
Repubblica presidenziale

Capitale: Maputo (2.212.000 ab.)

Altre città: Beira 350.000 ab., Nampula 250.000 ab., Quelimane 230.000 ab.

Gruppi etnici: Makua 47%, Tonga 23%, Shona 11%

Paesi confinanti: Tanzania a NORD, Malawi a NORD e OVEST, Zambia a NORD-OVEST, Zimbabwe a OVEST, Sudafrica e Swaziland a SUD-OVEST


Monti principali: Monte Binga 2439 m

Fiumi principali: Rovuma 1000 Km, Zambesi 850 Km (tratto del Mozambico, totale 2736 Km)

Laghi principali: Lago Malawi (o Niassa) 5100 Km² (parte del Mozambico, totale 30.800 Km²), Cahora Bassa 2800 Km²

Isole principali: Angoche, Inhaca

Clima: Tropicale


Lingua: Portoghese (ufficiale), Swahili e altri dialetti bantu

Religione: Animista 60%, Cristiana 30%, Musulmana 10%

Moneta: Metical del Mozambico

Storia del Mozambico

 

SITUAZIONE ATTUALE

  • Il Mozambico è il paese della regione australe con il più basso indicatore di sviluppo umano (0,246), con un tasso di analfabetismo pari a circa il 53,6% e con una scolarizzazione a livello superiore pari allo 0,4%. L’attuale condizione di crescita economica in atto nel paese non fa registrare un’adeguata attenzione ed investimento a supporto delle azioni di tipo sociale e educativo nelle zone rurali, di modo che la realtà urbana viene ad assumere l’immagine di un luogo dove risulta possibile trovare risposte alle più varie necessità di benessere, e luogo di maggiori occasioni per una vita migliore. La dimensione urbana non è sicuramente in grado né di accogliere né di farsi carico delle necessità di queste popolazioni rurali, di modo che l’unica prospettiva concreta per gli immigrati è quella di andare ad ingrossare il già cospicuo numero di diseredati e di marginali che sopravvivono di quel poco che la città può offrire.

  • Il Mozambico occupa l’ottavo posto tra i paesi più colpiti dall’infezione HIV. Si stima essere del 12,2% il tasso di sieropositività, con il 65% delle nuove infezioni che avviene in adulti con meno di 30 anni di età, colpendo principalmente le donne. La Provincia di Sofala è quella con il tasso più alto, arrivando al 18,7%. Un centro di rilevamento in Beira ha fatto registrare il più alto numero di gravide infettate con HIV a livello di tutto il paese, con il 28%.

  • La speranza di vita in Mozambico si è abbassata da 46 a 36,5 anni.

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STORIA del MOZAMBICO

L’origine del nome Mozambico non è chiara. Secondo la tradizione deriva da Musa Mbiki, o forse Musa Malik, nome e titolo del sultano di Ilha de Moçambique, quando nel 1498 Vasco da Gama sbarcò su quest’isola nel suo viaggio verso l’India. Nel giro di una decina d’anni i portoghesi si stabilirono permanentemente nella regione spinti da un lato dalla necessità di avere dei punti di rifornimento lungo le rotte marine tra l’Europa e il lontano Oriente, dall’altro dal desiderio di controllare e sviluppare il commercio dell’oro prima, dell’avorio nel secolo successivo, e degli schiavi alla fine del Settecento.

Intorno al decennio 1880-1890, con l’inizio dell’espansione dei paesi europei verso il continente africano, il Portogallo dovette affrontare la crescente concorrenza degli inglesi e delle altre potenze coloniali fino al 1891, quando con un trattato anglo-portoghese si formalizzò il suo controllo in Mozambico. Uno degli avvenimenti più significativi dell’inizio del XX secolo fu, oltre alle grandi migrazioni di lavoratori verso il Sudafrica e la Rhodesia, la crescente importanza economica assunta dalla parte meridionale del paese. Quando i legami economici con il Sudafrica si rafforzarono, Maputo divenne un importante porto e canale d’esportazione, tant’é che i portoghesi trasferirono qui la capitale da llha de Moçambique.

Fu verso gli anni cinquanta che, insieme allo scontento per il peggioramento della situazione politica e sociale, cominciò a crescere nel paese una coscienza nazionale; comparvero così le prime organizzazioni politiche, che si muovevano attraverso azioni diplomatiche. Il Portogallo reagì con una feroce repressione che in breve trascinò nella lotta armata tutti i movimenti mozambicani, fra cui quello filo-marxista del Frelimo (Fronte per la liberazione del Mozambico), che conquisterà il potere, e quello della Renamo (Resistenza nazionale del Mozambico), che si darà alla guerriglia antigovernativa.

Nel settembre 1974 il governo portoghese accettò di consegnare il potere al Frelimo; il 25 giugno 1975 fu proclamata l’indipendente Repubblica Popolare del Mozambico.

I portoghesi si ritirarono immediatamente lasciando il paese in uno stato di caos e abbandono, con poche persone in grado di gestire la situazione da un punto di vista amministrativo e tecnico. Il nuovo stato, appoggiato dall’Unione Sovietica, attraversò un lungo periodo di lotte intestine che si trasformarono ben presto in una vera e propria guerra civile contro il movimento guerrigliero della Renamo, appoggiato dagli occidentali.

Nel 1990 avvenne la prima sessione di consultazioni tra Frelimo e Renamo a Roma, presso la Comunità di Sant’Egidio; mediatori furono don Matteo Zuppi e il professor Andrea Riccardi della comunità, Dom Jaime e l’onorevole Mario Raffaelli. I negoziati avanzarono con molta lentezza per la reciproca diffidenza delle due parti fino al 4 ottobre 1992, quando venne firmato un formale trattato di pace con la mediazione stessa della Comunità di Sant’Egidio.

La guerra civile, durata circa 16 anni, ha avuto conseguenze disastrose.

Da allora il conflitto armato si è trasformato in forte competizione politica: nell’ottobre 1994 si sono ottenute le prime elezioni democratiche che hanno decretato la vittoria del Frelimo, nel 1999 le seconde elezioni nazionali hanno confermato il partito in carica, con la Renamo, la cui tradizionale roccaforte è a Beira (seconda città del Mozambico), all’opposizione.

Le elezioni generali e presidenziali, previste ogni cinque anni, si terranno nel 2004.

 

Flavio Varotto

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